ARTE IN UNA ROMA PRIMAVERILE
Quest'anno Roma è particolarmente al centro del mondo, anno del Giubileo e di una fioritura di mostre d'arte.
Ne vogliamo segnalare tre in particolare, che abbiamo visto.
A Palazzo Bonaparte in piazza Venezia c'è la mostra di Edvard Munch, chiusa il 2 giugno, che espone cento opere provenienti dal museo Munch Museum di Oslo con il patrocinio della Reale Ambasciata di Norvegia.
Questa è la più grande mostra mai allestita su Munch a Roma, un pittore norvegese, vissuto dal 1863 al 1944, considerato un precursore dell'Espressionismo e uno dei più grandi interpreti simbolisti del 1800.
Percorrendo le sale a lui dedicate si può osservare lo sviluppo delle sue inquietudini, da momenti bui all'excursus finale verso un'apertura al colore che appare significare un calmarsi dell'angoscia.
Despair (1894)
Melancholy (anni '90 dell'800)
Nelle sale si possono osservare anche istallazioni sull'uso del colore da parte del pittore e nei commenti che accompagnano i quadri viene messo in rilievo l'uso dello spazio da parte del pittore, che spezza e inclina le stanze, come possiamo vedere nel quadro qui sopra, ottenendo così effetti particolari.
Red and White (1900)Con il passare del tempo i colori si fanno più vivi come nel quadro che vediamo qui e l'ultima sala della mostra ospita un periodo decisamente più tranquillo del pittore.
Alcune opere dell'ultima sala, dall'alto Le ragazze sul ponte, Sulle scale della veranda e Muro di casa alla lice della Luna.
A Palazzo Cipolla in via del Corso è stata allestita una interessantissima mostra su Picasso lo straniero, che ripercorre gli anni di Picasso dal suo arrivo in Francia alla sua morte, sempre straniero e inizialmente perseguitato dalla Polizia, a cui fu rifiutata la cittadinanza francese, che poi rifiutò lui quando, ormai famoso, gliela offrì De Gaulle. La mostra ha chiuso il 29 giugno ed è stata ideata da Annie Cohen-Solal, organizzata dalla Fondazione Roma in collaborazione con Marsilio Arte.
Fra le opere esposte anche meravigliose ceramiche, disegni, sculture, fotografie, lettere e documenti.
Dall'alto una ceramica con la civetta, Donna seduta su un cappello del 1939 e Case del 1937.
In esposizione anche il Foulard del Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti per la Pace svoltosi a Berlino dal 5 al 19 agosto 1951
Non poteva mancare nella primavera romana la visita a Caravaggio 2025 a Palazzo Barberini.
La mostra ha raccolto 24 opere del pittore dal 7 marzo al 6 luglio, compreso opere raramente visibili e opere recentemente riscoperte. La mostra è stata curata da Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi e Thomas Clement Salomon e ha offerto un percorso espositivo volto a riflettere profondamente sulla rivoluzione artistica, religiosa e culturale introdotta da Caravaggio nel suo tempo ponendo particolare attenzione al suo innovativo uso della luce e all'intensa rappresentazione delle emozioni umane. Fra le opere esposte anche il Martirio di Sant'Orsola, ultimo quadro del maestro.
La mostra ha avuto un incredibile successo di pubblico e la Conversione di San Paolo (o Pala Odescalchi) sarà prorogata in esposizione fino al 30 settembre 2025.
Dall'alto Giuditta che decapita Oloferne, I bari, I Musici, Buona Ventura e Narciso.
Jacqueline Monica Magi
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