Rothko a Firenze

 Si svolge a Fitenze, fino al 23 agosto 2026, la mostra di Mark Rothko a Palazzo Strozzi. 

La mostra raccoglie settanta opere percorrendo la cronologia della sua vita di artista, nato in Lettonia nel 1903 quando era parte dell’Impero russo da famiglia ebrea per cui la famiglia emigrò negli Stati Uniti e Rothko la raggiunse prima a Portland in Oregon e poi a New York.

Rothko fu autodidatta e si formò’ nelle gallerie e nei musei.

Un suo primo periodo lo possiamo definire simbolista, con acquerelli esposti in mostra.


Tiresias acquerello su carta

Il suo primo ispiratore fu Rembrandt, il cui influsso si vede nell’unico ritratto da Rothko fatto nel 1936, un suo autoritratto. Fece poi tre viaggi in Italia, nel 1950, 1959 e 1966, in tempi diversi, e fu fulminato dall’opera di Michelangelo e Beato Angelico, tanto che alcune opere dell’autore sono in mostra al Museo di San Marco e alla Biblioteca Medicea Laurenziana dove l’opera di Michelangelo influenzò’ tantissimo Rothko. Fu colpito anche dai Templi greci di Paestum dicendo che lui aveva sempre disegnato templi greci senza saperlo.

Il quadro simbolo della mostra.
Vi e’ poi il periodo delle campiture rosse e gialle su grandissimi formati.

Poi i colori cambiano, si passa ai verdi e ai blu, più intimisti e riflessivi. Lavorava con velature che trasmettono i colori e i loro riflessi

Per poi passare ai colori scuri, i marroni, i neri e i grigi.
Contemporaneamente giunsero anche grandi commissioni per lavori pubblici, il primo fu la richiesta di pannelli per il più chic ristorante di New York, il Four Seasons , ma Rothko non concluse la commessa ritenendo che la sua opera non fosse adatta ad un ristorante.
Poi ebbe altri incarichi e l’ultimo fu l’incarico della Cappella che prese poi il suo nome, la Rothko Chapel, che fu finita e inaugurata un anno dopo la sua morte. commissionata dai coniugi De Menil si trova a Houston in Texas.


Il periodo degli scuri.
Vi consiglio vivamente di vedere la mostra.
Jacqueline Monica Magi



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